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Resto al Sud 2.0: IVA finanziabile per i forfettari? Cosa cambia

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Il chiarimento Invitalia: l’IVA può essere ammessa (se non è recuperabile)

Invitalia, nelle FAQ ufficiali di Resto al Sud 2.0, ha introdotto un chiarimento molto rilevante: l’IVA può essere ammessa alle agevolazioni “in tutti i casi in cui non sia recuperabile ai sensi della normativa nazionale sull’IVA”.

Questo passaggio è decisivo perché sposta l’attenzione dalla domanda “l’IVA è finanziabile sì/no?” a quella corretta: l’IVA è “recuperabile” per quel soggetto e per quella spesa? Se la risposta è no, allora può diventare parte del costo ammissibile.

Perché si parla di “principio europeo”: IVA ammissibile solo se non recuperabile

La logica “IVA sì solo se non recuperabile” è un criterio molto diffuso nella disciplina UE dei costi ammissibili: in sintesi, se il beneficiario può recuperare l’IVA (detrazione/rimborso), non avrebbe senso finanziarla, perché non sarebbe un costo effettivo. Questo approccio è richiamato nel quadro delle regole sui fondi UE (programmazione 2014–2020) e in documenti di indirizzo.

Cosa significa per chi è in regime forfettario

Per molti contribuenti in regime forfettario, l’IVA sugli acquisti non si detrae: in pratica, quell’IVA resta un costo “pieno” che impatta il budget dell’investimento.

Ecco perché il chiarimento Invitalia è così importante: se l’IVA resta un costo reale e definitivo (cioè non recuperabile), può essere inclusa tra le spese ammissibili, secondo la FAQ.

Nota pratica: non è uno slogan del tipo “IVA sempre finanziabile”. È più corretto dire: IVA ammissibile quando non recuperabile.

Quando l’IVA è “non recuperabile”: i casi tipici

L’IVA può risultare non recuperabile (e quindi potenzialmente ammissibile) in vari scenari, ad esempio:

  • soggetti/regimi in cui l’IVA non è detraibile (spesso il caso dei forfettari);

  • attività o operazioni IVA con limitazioni oggettive alla detrazione (a titolo generale: pro-rata, esenzioni, ecc.), dove l’IVA rimane un costo nella misura in cui non può essere recuperata.

Il punto chiave è sempre lo stesso: si ammette l’IVA solo nella parte che rappresenta un “onere economico reale” per il beneficiario.

Esempio rapido: perché l’IVA cambia davvero il piano spesa

Immagina un investimento in beni/servizi da € 50.000 + IVA.

  • IVA al 22% = € 11.000

  • Se quell’IVA non è recuperabile, diventa costo effettivo e può incidere in modo pesante sulla copertura finanziaria.

Con il chiarimento Invitalia, quel delta può essere gestito dentro la logica delle spese ammissibili, a condizione che sia impostato correttamente nella documentazione e nel piano economico.

Come inserirla correttamente nella domanda (impostazione “a prova di istruttoria”)

Per evitare contestazioni in fase istruttoria o in rendicontazione, il consiglio operativo è:

  1. Qualificare l’IVA come non recuperabile
    Nella narrativa del progetto e/o nelle note metodologiche del piano spese, va chiarito che l’IVA esposta nei preventivi è inclusa solo nella misura in cui non sia recuperabile. (Questo è esattamente il perimetro indicato dalla FAQ.)

  2. Coerenza totale tra preventivi, voci e importi
    Se presenti importi “IVA inclusa”, fallo in modo uniforme: evita mix confusi (una voce IVA inclusa, un’altra no) se non motivati.

  3. Preparare la logica di rendicontazione
    Il principio “IVA ammissibile se non recuperabile” va rispettato anche dopo: ciò che dichiari in domanda deve restare coerente nei documenti contabili e nella fase di controllo.


Errori comuni da evitare (quelli che fanno perdere tempo)

  • Scrivere “IVA finanziabile sempre”: è l’opposto della regola; il criterio è la non recuperabilità.

  • Preventivi poco chiari (imponibile/IVA/totale non separati): in rendicontazione può diventare un problema.

  • Incoerenza tra piano spesa e documenti: voci e importi devono combaciare.

FAQ  

L’IVA è sempre finanziabile con Resto al Sud 2.0 se sono forfettario?
No: secondo Invitalia l’IVA è ammessa solo se non è recuperabile ai sensi della normativa nazionale IVA.

Dove lo dice Invitalia?
Nelle FAQ ufficiali di Resto al Sud 2.0, alla domanda sull’ammissibilità dell’IVA (indicata come “NEW”).

Perché si parla di principio europeo?
Perché nelle regole UE sui costi ammissibili ricorre l’impostazione: IVA eleggibile solo quando non recuperabile (evita sovra-compensazioni).

Conclusione: è una buona notizia, ma va gestita bene

Il chiarimento di Invitalia è un upgrade concreto: se l’IVA è non recuperabile, può entrare nel perimetro delle spese ammissibili.
Per i forfettari può fare la differenza tra un piano spesa “tirato” e un progetto sostenibile. Ma proprio perché è un tema tecnico, conviene impostarlo con attenzione fin dall’inizio.

 

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